Di Giulia Armeni

Donne in gravidanza e lavoro: ogni settimana 50 dimissioni

21 giu 2021

Un fiume di lavoratrici scomparse dai radar perché incinte. Almeno 50 casi a settimana durante il periodo dell'emergenza Covid. Soprattutto straniere, licenziatesi volontariamente o “accompagnate all'uscita” per colpa della gravidanza.

A denunciarlo, squarciando il velo su un fenomeno «anomalo, che va approfondito» - e di cui si parla evidentemente ancora troppo poco - è la consigliera di parità della Provincia di Vicenza Francesca Lazzari.

«Un dato preoccupante -spiega la Lazzari- parliamo di circa 50 situazioni di dimissioni per maternità alla settimana, soprattutto di lavoratrici straniere». Un numero che emerge «da un confronto con l’ispettorato del lavoro, secondo cui in questi mesi di pandemia si contano circa 50 casi».

È questa la voce più opaca del bilancio dei primi cinque mesi di lavoro nel mondo sconfinato della parità di genere, in cui Lazzari è impegnata dallo scorso 7 gennaio.

Cinque mesi in cui sono state 14 le lavoratrici che si sono rivolte alla consigliera – la cui attività principale è proprio quella antidiscriminatoria - denunciando discriminazioni e malesseri nel luogo di lavoro: «La maggior parte sono persone fragili - sottolinea la consigliera - che temono di perdere il lavoro, quindi chiedono informazioni sulle normative e indicazioni di comportamento; ma c’è anche chi, con il mio supporto e quello dei sindacati, procede nel confronto con il datore di lavoro e ottiene giustizia di situazioni che vanno dalla discriminazione vera e propria al mobbing, fino alle molestie».

Proprio per la tipologia delle richieste, Lazzari sta stringendo accordi con ispettorato territoriale del lavoro, Spisal, organizzazioni sindacali, centri antiviolenza, per una collaborazione nello scambio di informazioni e nella corretta applicazione della disciplina antidiscriminatoria. Il dialogo è aperto anche con le associazioni LGBTQ della provincia.

Altro discorso riguarda poi la presenza femminile nelle istituzioni, politiche e amministrative: secondo l'ufficio statistica della Provincia, nei 114 Comuni vicentini i sindaci maschi sono 93 (82%) mentre le femmine 20 (18%). Gli assessori maschi sono 231 (56%) e le femmine sono 179 (44%). I consiglieri comunali sono al 65% maschi (913) e al 35% femmine (494).

Di qui la necessità di spingere l'acceleratore sull'adozione, da parte delle pubbliche amministrazioni, dei Piani delle azioni positive, «non un semplice adempimento burocratico – puntualizza Lazzari – ma un valido sussidio in grado di monitorare in modo appropriato la capacità di gestione delle risorse umane in un’ottica di parità tra lavoratrici e lavoratori».
Ad oggi solo 69 enti lo hanno previsto: in base a queste informazioni parziali, si scopre che il 64% dei dipendenti comunali è donna, ma la percentuale scende al 52% nei ruoli di vertice o dirigenziali. Il part time è “rosa” al 90% e il 65% usufruisce della legge 104, a riprova che chi si occupa della famiglia e si prende cura delle persone in difficoltà sono, tanto per cambiare, le donne.

«È il cosiddetto fenomeno del “soffitto di cristallo e del muro di gomma” - chiarisce la consigliera - per cui, anche a parità di titoli e abilità, le donne vengono più facilmente ignorate per rivestire i ruoli di vertice; i monitoraggio dei Piani e il conseguente parere espresso contengono esplicito invito a rimuovere eventuali ostacoli e pregiudizi in tal senso».

In questo primo periodo di attività Lazzari ha anche rivisto e riorganizzato la sezione a lei dedicata nel sito internet istituzionale della Provincia. Il logo è ora in home page e la sezione è diventata un portale a tutto tondo sulle pari opportunità.
 

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