Di Stefano Tomasoni

Beltrame fa il bilancio della sua sostenibilità

Il documento 20 lug 2021
Una veduta delle acciaierie Una veduta delle acciaierie

Dell’acciaio non si butta via nulla. E infatti è tra i materiali più riutilizzati al mondo, se non il più riutilizzato in assoluto. Lo sanno bene all’Afv Beltrame Group, il gruppo siderurgico vicentino leader europeo nella produzione di laminati e profili speciali per applicazioni civili e industriali e che produce acciaio proveniente al 100% da rottame. Una caratteristica che ha avuto come conseguenza naturale lo sviluppo delle attenzioni verso i temi dell’economia circolare, della sostenibilità, della sicurezza e del welfare aziendale e che ora ha portato a realizzare il primo bilancio di sostenibilità aziendale. Un report non imposto da nessuno, visto che il gruppo non è quotato in Borsa, ma che è stato voluto per presentare le azioni realizzate in campo sociale e ambientale. Afv Beltrame Group ha un giro d’affari consolidato di circa 1 miliardo di euro e commercializza più di 2 milioni di tonnellate di laminati, con 3 acciaierie a forno elettrico e 10 laminatoi situati in 6 stabilimenti in Italia, Francia, Svizzera e Romania. Negli ultimi tre anni gli addetti hanno superato le 2100 unità.

 

SOSTENIBILITÀ SOCIALE E AMBIENTALE. «Sempre di più operare in ottica green è un valore imprescindibile per valorizzare il business - osserva Raffaele Ruella, amministratore delegato, direttore finanziario e capo dei servizi Corporate -. Abbiamo incrementato in modo significativo gli investimenti green e abbiamo aggiunto in tutte le nostre valutazioni economico-gestionali, siano esse riferite ad attività correnti o a investimenti, indicatori di prestazione legati a temi di sostenibilità, come i livelli di emissioni CO2 e il livello di recupero interno dei materiali residuali. La decisione di realizzare un bilancio di sostenibilità nasce dalla volontà di assicurare la massima trasparenza coinvolgendo tutti gli attori chiave. Siamo impegnati da sempre sui due grandi temi che per noi fanno parte della sostenibilità, quello sociale e quello ambientale, perché il tipo di lavoro che facciamo impone di avere una sensibilità altissima da un lato verso il tema della salute e della sicurezza dei dipendenti, e dall’altro verso il tema della sostenibilità ambientale, in quanto utilizziamo come materia prima uno scarto di lavorazioni industriali. Inoltre operiamo in un settore che ha un elevato utilizzo della materia prima, quindi riuscire a utilizzarla in modo efficiente è una leva etica ma anche economica. E quando le due cose combaciano, la sostenibilità non è più vista come un obbligo, ma come qualcosa che fa parte del quotidiano».

 

UN'AZIONE CONCRETA. «Per un’azienda come la nostra i temi della sostenibilità ambientale, della sicurezza dei lavoratori, del rapporto con clienti e fornitori, della circolarità delle risorse sono centrali» aggiunge Giovan Battista Landra, direttore Corporate ambiente, salute, sicurezza e sostenibilità. Un obiettivo di fondo è quello di minimizzare la produzione di rifiuti destinati a smaltimento. Tra i progetti realizzati o in atto, nel 2020 è stato ottimizzato il recupero della scoria nera prodotta nei forni fusori Eaf, trasformata in un prodotto certificato che può essere utilizzato come sostituto di inerti naturali nella produzione di calcestruzzi e asfalti. E nello stabilimento di Vicenza è in corso un innovativo progetto per ridurre l’impatto ambientale e fornire nel contempo energia durante la fase di fusione del rottame.

 

LA BORSA NON È NEI PIANI.  Attività e progetti che hanno portato dritti al bilancio di sostenibilità. «Ci siamo detti che era importante far conoscere ciò che facciamo – spiega Ruella -. Non siamo quotati, ma abbiamo la sostanza e sappiamo fare le cose bene, quindi abbiamo deciso di realizzare un bilancio di sostenibilità completo, certificato dai revisori di Deloitte. Siamo molto contenti». Contenti, ma non appagati: «Vogliamo darci obiettivi importanti anche in tema di sostenibilità, e siamo pronti alla sfida», assicura Ruella. E a proposito di obiettivi, vien da chiedere se la quotazione in Borsa possa alla fine diventarlo. «No, assolutamente – chiude Ruella -. Siamo contenti di essere 100% Beltrame». 

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