Costruire la città intelligente L'uomo prima della tecnologia

La tavola rotonda 21 mag 2021
La tavola rotonda Il confronto condotto dal direttore del GdV Luca Ancetti sulla città del futuro La tavola rotonda Il confronto condotto dal direttore del GdV Luca Ancetti sulla città del futuro

La città intelligente gestisce le risorse, mira alla sostenibilità economica e all'autosufficienza energetica puntando alla qualità della vita. Questo il tema della tavola rotonda "Vicenza città futuro" moderata dal direttore del nostro giornale, Luca Ancetti. Ospiti Flavio Albanese, fondatore di Asa Studio, Fabio Massimo Frattale Mascioli, professore ordinario di teoria dei circuiti all'università La Sapienza di Roma e direttore scientifico di Citemos, Niccolò De Carlo, fondatore e Ceo dell'azienda Sensoworks e il consigliere delegato del gruppo Agsm Aim Stefano Quaglino.

«Le città sono al centro dell'innovazione e della crescita - ha iniziato De Carlo - Il 54 per cento della popolazione vive in aree urbane e le città sono responsabili del 70 per cento delle emissioni di origine antropica. Di queste, il 65 per cento deriva dal consumo di risorse naturali. Questo consumo deve essere gestito in maniera efficiente. Oggi questo non è possibile per mancanza di strutture. Serve una transizione a un modello di economia circolare. Molti sono i processi coinvolti in questa transizione e Sensoworks si occupa di fornire lo strumento tecnologico per garantire un controllo più efficiente e accurato di una mole di dati. Cerchiamo di fornire un punto di osservazione più alto rispetto a come si comportano le città e i suoi abitanti. Arriviamo all'internet of behavior e non più of things».

 

Albanese ha portato la discussione su un altro piano, partendo da Heidegger e Holderling: «Non si può disconoscere l'utilità delle tecnologie. Il saggio di Heidegger "Costruire, abitare, pensare", scritto rileggendo una poesia di Holderling che sostiene come alla fine "Abita l'uomo" spiega come non ci basta l'aspetto tecnologico, l'ecocompatibilità. Poeticamente, quando noi edifichiamo, innalziamo un edificio che si stacca dalla terra e mira al cielo. Dobbiamo avere consapevolezza e sapere che prima di costruire dobbiamo abitare. Non solo soddisfare bisogni funzionali ma anche farsi carico di una responsabilità e di uno spazio che transitiamo temporaneamente. È il tentativo di costruire una cosa che non c'è. Holderling definisce la poesia come l'occupazione più innocente di tutte. Non nuocere, non far male. L'innocenza sia la premessa. Costruire sia umano, poetico».

 

«Il sistema di mobilità è pervasivo, occupa tutti gli spazi - il pensiero di Frattale Mascioli - Non ho paura di togliere poesia ma avrei l'ardire di aggiungerla nel tentativo di costruire un rapporto con il cielo. I borghi medievali hanno grandi cattedrali che erano un tentativo di avere un rapporto con il cielo nelle "smart cities" di allora, che io chiamerei "callida civitas". Abbiamo sensori, droni, trasmissione dati ma mi viene in mente la scena di Corrado Guzzanti che immaginava un collegamento con un aborigeno australiano chiedendogli "Ma io e te che 'se dovemo di'?". Non è lo strumento a fare la differenza ma l'utilizzo e quello che c'è dietro, la visione. Per la mobilità, le tecnologie ci sono tutte: semafori intelligenti, rete che guida i veicoli, infotainment e propulsioni sempre più aggiornate. Ma dietro tutto questo ci vuole una visione "marzottiana", di Olivetti e cioè umanocentrica. La tecnologia è il mezzo. Per arrivare all'uso smart della tecnologia, dobbiamo avere la prudenza di capire il nostro contesto e andare nella direzione che ci avvicina al cielo. Il controllo mette paura ma se viene utilizzato per la sicurezza e la qualità della vita della cittadinanza, diventa "callidus"».

 

Stefano Quaglino ha interpretato la preparazione smart verso la transizione energetica di Agsm Aim: «Ci sono grande fermento e obiettivi ambiziosi, con impatto zero sul clima entro il 2050. Con Green new deal e Piano nazionale di ripresa e resilienza dobbiamo porci obiettivi concreti sulla decarbonizzazione in un percorso di cambiamento». 

In collaborazione con