Se l'edificio è smart migliora il benessere e la qualità della vita

Costruzioni intelligenti 17 giu 2021

Una struttura che "respira". L'edificio intelligente si gestisce da solo e sa quando avrà bisogno di manutenzione. Lo smart building è la soluzione del futuro e, senza il freno della pandemia, forse sarebbe stata anche quella del presente. Tra le tante colpe del virus c'è quella di aver affibbiato al termine "smart" un'accezione non sempre positiva. La parola inglese è stata associata in modo improprio al lavoro da casa, che però quasi mai è stato implementato in maniera effettivamente "smart" ma è servito a rispondere a una situazione d'emergenza.

Intelligente è il significato primario di "smart" nella traduzione dall'inglese all'italiano, ma nel dizionario si leggono anche rapido, sveglio e brillante. Ed è a tutti questi significati che si rifà il termine "smart building".

Si tratta di strutture perlopiù destinate al mondo produttivo ma che hanno anche molto a che fare con il tema della residenzialità. Le loro caratteristiche sono l'efficienza dal punto di vista economico ma anche da quello ambientale e logistico, grazie ai materiali costruttivi che, tramite gli sviluppi della ricerca, riescono a rispondere sempre meglio a diverse esigenze ma soprattutto all'uso di tecnologie avanzate che monitorano in tempo reale la "vita" della costruzione e ne regolano le fasi.

Il concetto di edificio intelligente arrivato fino a oggi poggia su quattro pilastri. Il primo è quello composto dalle tecnologie e dai sistemi integrati installati che sono deputati alla sicurezza di chi lavora e vive tra le quattro mura intelligenti ma anche alla produzione e all'efficientamento energetico. Quindi c'è il grande tema dei sensori, perché le soluzioni tecnologiche che compongono la dotazione dell'edificio devono autoregolarsi e possono farlo solo attraverso la presenza di sofisticati dispositivi di controllo che riescano a raccogliere il maggior numero di dati possibili. Tutte le informazioni raccolte da questi strumenti devono convergere verso una piattaforma di elaborazione dati che sia efficiente ma allo stesso tempo di facile comprensione e utilizzo ed ecco che quindi ci si trova di fronte al terzo pilastro. I sensori e il centro di controllo devono infine essere connessi in maniera efficace con qualunque mezzo a disposizione, sia via cavo, sia wireless: la connettività, è l'ultimo pilastro portante della struttura smart.

I vantaggi che è possibile ottenere dagli edifici intelligenti sono di due tipi. Ci sono quelli economici come il risparmio energetico, l'ottimizzazione delle risorse e del lavoro, nel caso di una linea di produzione ma anche la possibilità di sapere in anticipo quando intervenire per la manutenzione oltre ovviamente a un maggior valore dell'immobile sul mercato.

Non c'è però solo questo: chi opera o vive tra le quattro mura smart ottiene una serie di plus non indifferenti su comfort e sicurezza portati dal controllo da remoto. Ci sono molti edifici intelligenti sparsi per il mondo. Il The Edge di Amsterdam ospita una multinazionale che si occupa di consulenze. La struttura può contare su una dotazione di 30 mila sensori in grado di rilevare senza soluzione di continuità quanto le diverse sale sono occupate, come le persone all'interno della struttura si muovano e conseguentemente quale sia il livello di illuminazione necessario e quali siano i livelli di umidità e temperatura. Non solo: l'illuminazione è garantita da pannelli led alimentati dagli stessi cavi ethernet che trasportano i dati internet.

Il grattacielo Duke energy center di Charlotte, invece, ricicla circa 35 milioni di litri di acqua ogni anno lavorando anche sulla condensa prodotta dalla climatizzazione. Il palazzo più alto del mondo è il Burj Khalifa di Dubai. Il sistema smart implementato gradualmente, quando è arrivato a regime, secondo i dati diffusi dai progettisti, ha quasi dimezzato le ore destinate alla manutenzione.

Il settore "smart" è in pieno sviluppo anche se, come detto, rallentato dalla pandemia. L'ultimo rapporto del Politecnico di Milano pubblicato nel 2021 su dati del 2019 considera 8 miliardi di euro investiti nel settore in Italia contro i 3,6 dell'anno precedente. Il problema è che, secondo lo studio, solo 2 miliardi sono stati destinati a soluzione effettivamente in grado di consentire una gestione intelligente.

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