Plastica e alluminio scelte "eco" in Comune

21 ago 2021

La bellezza del legno, la praticità della plastica. Ma soprattutto, un doppio vantaggio in termini ambientali: il recupero di materiali di scarto e l'allungamento della vita delle installazioni.

La rivoluzione green delle infrastrutture cittadine parte dalla plastica. Una plastica riciclata, trattata e valorizzata per assomigliare ad assi naturali e che da qualche giorno riveste la passerella di attraversamento tra viale Trento e le piscine di viale Ferrarin. Ma il ponticello su via Monte Zebio fresco di inaugurazione è solo uno degli esempi di cosa - in ottica eco - si può fare con un prodotto tanto presente quanto ancora indispensabile nella vita di tutti i giorni come la plastica. Perché progettare e costruire in modo sostenibile si può.

«La plastica riciclata è un materiale molto resistente, con una durata certificata di 50 anni; quel che richiede è una riverniciatura dopo una ventina d'anni, il legno invece necessita di molta più manutenzione», spiega l'assessore alle infrastrutture del comune di Vicenza Mattia Ierardi. Ecco perché, in futuro, le attrezzature ludiche, sportive, viarie laddove possibile, saranno realizzate con materie provenienti da precedenti lavorazioni. Dalle superfici calpestabili alle panchine, dalle giostrine per bambini alle staccionate, non c'è limite infatti a ciò che si può costruire con la plastica riciclata.

Secondo l'Ippr (Istituto per la promozione delle plastiche da riciclo) del resto, l'utilizzo degli imballaggi di seconda o terza mano è in continuo e costante aumento: nel 2019 l'industria di trasformazione nazionale ha impiegato circa 1,175 milioni di tonnellate di polimeri rigenerati, con un incremento del 4,4% rispetto al 2018 e addirittura del 14,6% in confronto al 2015. Dati che certificano la rotta intrapresa tanto dal settore privato (sono già 3.700 le aziende ad aver richiesto il marchio "Plastica seconda vita" per i loro prodotti) quanto dal pubblico, come i Comuni. Sia per una questione di coscienza ambientale - tanto più a 9 anni dal traguardo dell'Agenda 2030 delle Nazioni Unite - che per un aspetto meramente di convenienza economica.

Il guadagno, per la collettività, sta infatti anche nei minori costi di gestione: per sistemare l'intero selciato della passerella che conduce verso le piscine da viale Trento - un manufatto di 62 metri - ci sono voluti 100 mila euro. Un investimento contenuto, considerando una durata almeno cinquantennale, senza timori di danni collaterali causati a breve termine da intemperie, usura, degrado. Con lo stesso metodo applicato al ponte (plastica e fibra di vetro) si punta a mettere mano anche alla ciclabile Casarotto, nel tratto che da ponte di Debba entra nel quartiere e poi alla passerella di Laghetto e alla staccionata di parco Astichello. Ed è solo l'inizio: «D'ora in avanti interverremo in questo modo, a parte per i ripristini temporanei» assicura Ierardi. Nel caso dei restyling di spazi già esistenti poi, si opterà comunque per garantire la massima "circolarità": «Le parti in legno saranno rimosse e conservate - sottolinea l'assessore - per usarle dove serviranno piccole manutenzioni».

Oltre agli interventi già in agenda come Laghetto e Debba, l'obiettivo dell'amministrazione comunale è andare a dotare di strutture riciclate anche i parchi e le aree gioco della città: «Il 90 per cento delle nuove giostre che andremo ad installare sarà in alluminio e plastica riciclata» conferma Ierardi. Divertimento salvo, ambiente (e manutenzione) pure. 

In collaborazione con