Di Giulia Armeni

Caldo e freddo, l'uomo al centro delle tecnologie

Ciclo di incontri 01 set 2021

Riscaldamento, ventilazione, condizionamento. Sistemi per migliorare il benessere psicofisico durante tutte le stagioni ma anche, potenzialmente, tecnologie per prevenire e contrastare la diffusione di agenti patogeni, leggi Covid-19. Sono temi mai così attuali quelli al centro del trittico di convegni internazionali al via oggi, mercoledì 1 settembre, e fino a sabato 4 settembre nella sede universitaria di Vicenza. Tre seminari promossi dal Dipartimento di tecnica e gestione dei sistemi industriali (Dtg) dell'università di Padova, con il supporto della Fondazione studi universitari vicentina, per dare spazio e voce ai massimi esperti del settore. A sostenere la rassegna anche l'Istituto internazionale del freddo e Aicarr (Associazione italiana per il condizionamento dell'aria, il riscaldamento e la refrigerazione).

Per quattro giorni dunque, Vicenza sarà a tutti gli effetti la capitale mondiale del clima, sia dal punto di vista della riduzione delle emissioni sia, come anticipato, sul fronte della sicurezza in chiave coronavirus. Da oggi al 3 settembre si svolgeranno la VI conferenza IIR su proprietà termofisiche e i processi di trasferimento dei refrigeranti e la XIII Conferenza sui materiali in cambiamento di fase e le speciali miscele (di liquidi con solidi in sospensione, dette "slurries") per la refrigerazione e il condizionamento dell'aria. Per i due convegni sono previsti un centinaio di interventi prevalentemente di tipo accademico, con la partecipazione di studiosi e professionisti che si collegheranno in videoconferenza da ogni parte del mondo, Stati Uniti, Giappone, Gran Bretagna, Spagna e Francia. A seguire, nel pomeriggio del 3 settembre e per l'intera giornata di sabato 4, si terrà il 52° Convegno internazionale Aicarr (previsto in modalità duale, sia in presenza che in collegamento webinar): il titolo dell'appuntamento 2021 è "Hvac e salute, comfort, ambiente. Tecnologie e progettazione per la qualità dell'ambiente interno e la sostenibilità".

«Stiamo assistendo a una consapevolezza generalizzata sul ruolo essenziale svolto da queste tecnologie nel migliorare la salute e la qualità di vita delle persone - spiega il professor Claudio Zilio, docente di Termotecnica al Dtg e responsabile del Comitato tecnico refrigerazione di Aicarr - in passato la letteratura scientifica si è focalizzata principalmente sui temi del consumo energetico e dell'impatto ambientale della climatizzazione, oggi la pandemia spinge verso il ruolo chiave giocato dagli impianti di climatizzazione e ventilazione nel ridurre i rischi di infezione da virus».Un cambio di paradigma per certi versi epocale: «La conseguenza di questo cambio di prospettiva è duplice - sottolinea il professor Zilio - in primo luogo rappresenta un'opportunità unica per affrontare adeguatamente i potenziali benefici anche su altre patologie rilevanti (cardiache, respiratorie e infezioni da altri patogeni, fra gli altri) migliorando il comfort e la produttività delle persone, con conseguenti vantaggi sociali ed economici; in secondo luogo, può rappresentare un'accelerazione nel processo di transizione verso nuove tecnologie rispettose dell'ambiente, in conformità con l'Agenda 2030». Da un'emergenza sanitaria e sociale come quella generata dal Covid può dunque nascere l'occasione di un nuovo corso che, anche nel campo del riscaldamento e del raffrescamento, metta sempre più al centro l'essere umano e il pianeta. Esattamente ciò che è all'origine dell'Agenda 2030 dell'Onu.

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