Di Karl Zilliken

Da Marzotto alla Toyota, Valdagno creò il futuro

Tra l'Agno e il Fuji 22 mag 2021
Luca Romano si è confrontato sul tema della città sociale con il direttore del GdV Luca Ancetti Luca Romano si è confrontato sul tema della città sociale con il direttore del GdV Luca Ancetti

Monte Fuji o torrente Agno? La vera città del futuro è quella creata da Marzotto: «Al centro è stato messo l'uomo». Il confronto tra Woven City, l'abitato giapponese progettato da Toyota e quello voluto da Gaetano Marzotto e ideato dall'architetto Francesco Bonfanti per accompagnare lo sviluppo industriale della cittadina laniera non è azzardato. Ne ha parlato Luca Romano, sociologo di Lan, local area network service, che ha dialogato con il direttore de Il Giornale di Vicenza Luca Ancetti nel corso del primo appuntamento di Agenda Vicenza. Ancetti ha messo a confronto le due città: «Quella sociale è nata a Valdagno tra il 1927 e il 1937, con mille alloggi abitativi, uno stadio, un teatro da 1.800 posti ma anche strutture ricreative e assistenziali, un villaggio al mare e un camping in montagna. Woven city, ai piedi del monte Fuji, è progettata dall'architetto danese Bjarke Ingels e sarà la città laboratorio di Toyota. Sono due realtà differenti. A Valdagno è stato centrato il significato della polis, creando un sostegno all'economia famigliare, pensando a operai, salute e tempo libero».

Luca Romano ha spiegato: «Valdagno nell'immaginario collettivo è consegnata alla storia per un momento di prestigio relegato alla polvere. In realtà, la Città sociale è un modello di attualità che sta destando interesse internazionale. Questo perché Gaetano Marzotto nella sua cultura di razionalità industriale, con economie di scala, progettare spazi funzionali strade larghe e spazi aperti, sposa sostanzialmente la grande tradizione italiana della città rinascimentale. Farei venire a Valdagno le scolaresche come in piazza degli Scacchi e in piazza dei Signori, perché la struttura della città sociale ha una magia dovuta a tre motivi che oggi sono alternativi all'idea di città. Tutti i servizi sono in centro, le residenze sono intorno a questi servizi collettivi. Gaetano Marzotto non aveva avuto le economie di Rossi. A Valdagno ci sono case spaziose, ariose e belle. Uno status symbol dell'epoca. L'altra idea fondamentale è stata quella di costruire le istituzioni sociali e d'istruzione, sportive. Si fa un asilo nido negli anni '20. È un'invenzione eccezionale e il binomio città-sociale ha costituito una deriva temporale talmente forte da commuovermi durante la vaccinazione nel capannone dell'azienda».

La città sociale e la sostenibilità: «È stato anticipato il concetto. Per Marzotto sono strumenti che devono sostenere un disegno sociale, un principio umanistico con la centralità della persona. Toyota invece non ha lo stesso principio», ha ricordato Romano. «A Valdagno c'è una città - ha chiosato Ancetti - L'altro è un quartiere a servizio di un'azienda». «La città sociale non è a servizio della fabbrica - ha concluso Romano - La città ha conservato una sua potente autonomia e una consistenza che va oltre l'azienda. Il progetto Toyota dà l'impressione che le tecnologie siano fredde. La città sarà dotata di impianti di riscaldamento a idrogeno, filtraggio dell'acqua sotterranea e le merci saranno distribuite sotto terra. La città giapponese sembra realizzare i film di fantascienza con mezzi interni a guida autonoma, i servizi collettivi e nelle case con i robot. I giapponesi stanno applicando sistematicamente la robotizzazione. L'obiettivo, straordinariamente visionario ma anche una fantastica operazione di marketing, è rendere la città un campo di sperimentazione permanente per cui chi va a abitare lì è una sorta di soggetto-oggetto di una sperimentazione per risolvere i problemi sociali. Nella città del futuro, tutto sta a concepire le tecnologie a servizio del sociale». 

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