di Veronica Molinari

Un questionario sulla sostenibilità delle aziende

Confindustria Vicenza 14 mag 2022

Primi obiettivi centrati nel percorso della sostenibilità, ora bisogna iniziare a parlare il linguaggio del futuro. La grande scommessa di portare nel mondo economico vicentino il rating di sostenibilità va avanti a gonfie vele, ma è necessario venga colta da tutti come un'opportunità imprescindibile per rimanere saldi sul mercato. Non ha dubbi Armido Marana, vicepresidente di Confindustria Vicenza con delega alla sostenibilità e all'economia circolare: «Abbiamo iniziato la collaborazione con l'Università, completando il modello su cui lavorare e individuando i sei studenti di Management e strategia d'impresa, presi in carico da Confindustria, selezionati per assistere le aziende nel percorso di sostenibilità. Saranno loro i consulenti dei nostri associati». Si entra, dunque, in un nuovo capitolo per fotografare la situazione delle aziende, sia come singole realtà, sia come dato aggregato della manifattura vicentina. Un questionario sta arrivando a tutti i soci di Confindustria. Le domande mirano a misurare, secondo standard internazionali, il grado di sviluppo di sostenibilità. In realtà la forte accelerazione è scattata a gennaio, con l'entrata in vigore del regolamento europeo sulla tassonomia. Le istituzioni finanziarie pubbliche e private che investono nelle aziende ora devono categorizzare gli investimenti, misurarli cioè con i criteri Esg su standard ambientali, sociali e di governance. «Oggi i parametri environmental, social e governance stanno diventando un rating di giudizio per valutare la sostenibilità di un investimento, misurando il costo del denaro e l'accantonamento delle banche - aggiunge Marana - Senza la conoscenza di questo nuovo linguaggio si corre il rischio di vedersi assegnare rating sotto la media dagli istituti bancari. Questo potrebbe portare a un aumento dell'accantonamento in base al finanziamento concesso e del credit crunch, ovvero della stretta sul credito. Il percorso di sostenibilità che stiamo facendo serve alle aziende per poter iniziare a capire il linguaggio da utilizzare nel momento in cui dovranno dialogare con gli istituti finanziari. Una volta raccolta una massa critica sufficiente, l'obiettivo è di uniformarsi per avere una posizione unica verso il mondo bancario. La nostra indagine ha una doppia valenza: l'azienda potrà capire, rispetto agli standard internazionali, com'è collocata e sarà in possesso della documentazione richiesta dagli istituti di credito. Chi non ha mai intrapreso percorsi verso la sostenibilità, rischia di trovarsi in difficoltà. Moltissime delle nostre aziende hanno già abitudini, regolamenti e situazioni che le collocano a un buon punteggio rispetto ai rating previsti. Il punto sarà trasformare queste buone azioni su base volontaria che l'imprenditore già attua nei confronti del mercato, dell'ambiente e dei propri collaboratori e rendicontarle per farle diventare un valore». Questo è il cuore del cambiamento: misurare quello che già si fa con sistemi standardizzati, riconosciuti e omogenei. L'altro aspetto da considerare riguarda le filiere di valore. «Il Vicentino è fondamentalmente una provincia di terzisti, fatta eccezione per qualche brand che va direttamente sul mercato - conclude Marana - A questo punto, con l'obbligo di garantire tutta la catena di fornitura, gli anelli deboli che non soddisfano i parametri della sostenibilità rischiano di trovarsi fuori mercato. Ecco perché è vitale iniziare ad adoperare questo nuovo linguaggio».

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